Recensioni

LUBIN

a cura di Giuseppe Rizza

An elephant sitting still, regia, sceneggiatura e montaggio di Hu Bo; Cina; 2018, durata: 234 minuti; Opera prima del ventinovenne Hu Bo, suicidatosi poco dopo aver finito il montaggio del suo film                                            

                               LUBIN

                               Vol.18

I pachidermi tendono a spostarsi
molto con la fantasia
e le confezioni di cartone delle pasticcerie
tendono ad essere schiacciate
i festeggiamenti si prolungheranno
per tutto il mese forse tutto l’anno.

Il sistema scolastico nazionale
il sistema medico regionale.

Il futuro non si fa mostrare
fa capolino talvolta dietro il separé
con la testa mostra la lingua
poi continua a sfuggire.

La commozione è una forma d’arte
ormai entrata in disuso
ma ancora in voga in provincia.
Le pulsazioni del polso
rallentano quando tu non ci sei
e le labbra si schiudono
ogni volta che ti osservo parlare
(i due si incontreranno la sera
in un ristorante etnico in cui
non c’è stato bisogno di prenotare).
Le scimmie mangiano banane solo di pomeriggio.

I gherigli di noce ricordano il cervello
e le colpe, sono sempre da dividere
chissà se le connessioni neuronali
siano onde di bassa o di alta marea.

Gli esseri umani si lanciano dal balcone
ma non c’è alcun motivo per esserne tristi
desiderare solo di vivere a galla
ma senza confonderlo col cecidio.
Il legno è buono per essere spezzato.

La mandorla, in Cina, ha la forma degli occhi
i tuoi due cerasuole
al circo acrobati sbucciano arance
tigri sbadigliano dietro le sbarre
tasche dei cappotti nascondono
ed è stando seduti che il tempo
scorre meno veloce,
i messaggi sono rimasti
privi di bottiglie
i destinatari assenti.
Il gel ti fa scivolare meglio i pensieri.

Le zuppe danno il loro meglio la sera
l’utilità in fondo è solo un punto di vista
e le fissazioni aiutano a ricordare,
la facilità sofferente con cui
riusciamo a non dimenticare.

Lo shuttlecock è uno sport praticato
anche nel nostro Paese.