Recensioni

BAGARRE

a cura di Giuseppe Rizza

Nénette; regia di Nicolas Philibert; Francia; 2010; durata: 70 minuti; La pellicola è stata presentata al Festival di Berlino                                                                          

                                                                               Vol. 125
                                                                            BAGARRE
Se ti osservo mentre dormi
è perché durante il giorno
non ti penso ancora abbastanza
Ferrara è una cittadina che schifa la noia
ma i tuoi occhi rimangono chiusi
mentre in silenzio ti bacio i piedi
il figlio di Tideo è sepolto alle Tremiti.

Allo zoo i visitatori studiano i comportamenti
in Borneo avresti quarant’anni
giocare senza conoscere le regole
può essere un gioco divertente
papà dice che un giorno
diventerò un occhio di pavone un aglais io
Francesco mi immagina come una balena.
Affezionarsi è un esercizio di gentilezza.
Di cortesia, correggi.

Le persone in gruppo ridono
più facilmente che da sole
tu mi guardi attraverso un vetro
allarghi la bocca deformi le labbra
le parole mancano di audio
anatomisti britannici sostengono che
Se non mi tocchi come puoi conoscerti.

Comprendere gli animali significa
leggere l’espressione dei loro occhi
tu sei solo un essere soprannaturale
soffi nel bicchiere prima di bere
gli orangutan non amano essere
confusi con gli esseri umani

Un fazzoletto di cotone
poggiato sulla testa
decomprime i pensieri
sei una stella fissa
un corpo celeste
oppure
una super luna rosa
mappata fin dal V secolo a.C.
la tua materia è l’etere.

Il mio osso batte alla porta
e in risposta silenzio purissimo
l’ovatta degli organi interni
una coppia si bacia davanti alla gabbia
ma i primati la perdonano.
Le giraffe, è comprensibile
non hanno nulla da dire
L’inerzia è un virtuosismo
un’abbondanza di qualità.